Natura e Animali

Ritorno alla natura

Oggi si vive continuamente nell’ansia, nella preoccupazione e nella paura di non farcela. Ci si affretta, controllando continuamente l’orologio. Abbiamo creato realtà competitive ovunque. così facendo abbiamo perso anche il contatto con la natura. Infatti, ora ci infastidisce la puzza di un pollaio, l’esalazione naturale di una conigliera o di una piccionaia. Per non parlare poi dei cosiddetti schiamazzi: il canto del gallo, il gloglottio di tacchini e faraone, gli strilli di anatre, oche, conigli e porcellini d’india, il tubare dei piccioni e il “miagolio” dei pavoni.

Abbiamo ancora paura dell’influenza aviaria, che questi animali potrebbero procurarci, dimenticando che questa realtà è stata gonfiata in modo da terrorizzare. Che dire poi di zecche, di pidocchi e di tante altre cose ancora, che sono sempre esistiti e con cui l’uomo ha sempre vissuto? Che dire anche della nostra pelle, che è abitata da circa 250 milioni di acari? E guai se non ci fossero! Eppure, quando li vediamo molto ingranditi al microscopio ne siamo terribilmente impressionati. C’è chi non ha mai avuto una zecca conficcata nella pelle, eppure ha avuto migliaia di buone occasioni per essere assalito dalle zecche. C’è da chiedersi: perché?

Gallo

Gallo

Tutta la gente, un tempo, viveva a stretto contatto con la natura, la osservava, l’ascoltava, la respirava, la toccava, la gustava, l’assecondava e l’amava. Era bello quando si era destati dal canto mattutino del gallo, che nella sua incompresa consapevolezza augurava ricchezza a tutti. Infatti, il suo canto ripetuto, perché tutti lo potessero udire, suonava come un «tutti-ricchi» e si tramandava ininterrottamente di aia in aia, di borgo in borgo, di territorio in territorio. Il gallo e il suo verso erano considerati anche l’orologio sveglia del contadino, che abbandonava il letto ancora nel buio per governare il bestiame e/o per recarsi nei campi. Ora ci si chiede a cosa serve il gallo, se la gallina depone ugualmente uova anche senza la sua presenza, e si potrebbe dedurre che serve solo a importunare il sonno di gente, che è andata a letto molto tardi, impegnata a guardare le monotone trasmissioni televisive, che propongono spesso sfide e competizioni nei settori più disparati. La vita è proprio un grande teatro, le cui scene oggi sono prive di molti animali da cortile. Si sono sostituiti i versi bene auguranti del gallo con quelli di molti attori e cantanti, che si pavoneggiano, ancheggiando e menando il deretano come anatre e oche, o impettiti come tacchini, per non sciupare la maschera, dietro la quale si celano. Se poi si perde la partita, in qualsiasi tipo di competizione, ci si avvilisce e si piange, imitando le note tubanti dei piccioni e i versi altisonanti di conigli e porcellini d’India.

Cosa hanno in comune il gallo, gli altri animali da cortile e la gente? Un antico passato campestre, ma probabilmente anche un prossimo futuro, che vedrà gli umani uscire dalla trappola illusoria del vivere cittadino per ritornare alle campagne. Qui ritroveranno l’amore per la natura e alleveranno nuovamente il vituperato gallo, che nel corso dei secoli ha mantenuto inalterato il suo bene augurante canto. Si potrebbe tornare a essere tutti ricchi, quando si capirà che la vera ricchezza sta nel vivere a contatto con la natura, allevando anche gli animali, che hanno rallegrato la vita dei nostri avi. Presto troveremo la nostra giusta dimensione, realizzando un futuro da protagonisti consapevoli e non competitivi, immersi nella natura. L’allevamento degli animali da cortile potrebbe essere uno dei mezzi per farci comprendere e compiere un balzo quantico in un mondo diverso. “tutti-ricchi”, quindi, è il messaggio invariato del gallo, che si limita a rilanciare l’antica massima, senza giudizio per le nostre precedenti deviazioni comportamentali, nell’amore per tutto e per tutti. Un’ultima considerazione: il gallo è già ricco, perché ama se stesso, ed è per tale motivo che augura anche agli altri di esserlo.

Sergio Abram

About the author

CountryLady

Vivo in campagna con la mia famiglia, cani, galli e galline. Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere e insegno inglese e tedesco. Sono allevatrice cinofila, amo i cani, soprattutto gli alani, che allevo. Oltre questo adoro cucinare, il cake design, i libri, le scienze umanistiche, il fai da te, il bricolage, gli hobby di carta, le miniature, la decorazione e l'arredamento della casa e tutto ciò che è creativo.

2 Comments

  • da piccola ho imparato ad amare la campagna, gli animali, gli insetti, i ragni e le lucertole, i conigli, i cani ,le galline e il gatto, i fiori dai mille colori, le api e la frutta offerta direttamente dagli alberi, dolce saporita con dentro ancora il calore del sole, e dopo tanti anni passati in città con le sue meraviglie, non lo nego, per le vicissitudini della vita ho deciso di andare a vivere nella casa in campagna, non per scelta dunque ma per ” necessità”; non mi aspettavo niente e forse per questo vivo ogni cosa come una meraviglia e un dono da scoprire, ho ritrovato il sorriso e mi sento in pace con me stessa, e quando vado in città non vedo l’ora di ritornare a casa!

Leave a Comment